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6 semplici regole per fare un backup sicuro.

Solitamente si effettua il backup per due scopi principali, primo di questi recuperare i dati nel momento in cui vengono persi, per esempio perché cancellati o corrotti. La perdita dei dati è piuttosto frequente in ambito domestico, nel 2008 un sondaggio ha rilevato che il 66% degli intervistati ha perso i propri dati. Il secondo scopo è quello di recuperare i dati da un momento precedente, cioè utilizzare una versione precedente rispetto a quella attuale.

backup dei dati

Ecco in sintesi 6 semplici punti da tenere in mente per fare un backup corretto dei propri dati:

  1. “2 è meglio di 1″, una copia in più non guasta.
    Non pensiate mai che una singola copia su un disco esterno, un NAS o una qualsiasi altra risorsa sia sufficiente. I guasti sono dietro l’angolo e facilmente vi troverete ad affrontarli nel momento meno opportuno. Dunque duplicate i backup su almeno due supporti, anche se quello principale vi sembra sufficientemente affidabile.
  2. Backup, meglio se manuale.
    Non c’è dubbio che il backup più sicuro è sempre quello manuale piuttosto che affidsarsi a software specializzati per il backup. Il controllo della copia è più sicuro. Statisticamente i software di backup falliscono al 75% creando una falsa illusione di backup.
  3. Il ripristino deve essere testato.
    Nel caso di backup automatici come quelli del sistema operativo o di TimeMachine per la Apple, è il ripristino dei dati che spesso da problemi. Solo nel momento del bisogno vi accorgerete degli errori, delle mancanze o delle criticità di ciò che avete salvato. Dunque è senza dubbio importante verificare i backup ripristinandoli in un ambiente di test. Le cose diventano molto più difficili quando usate software che elaborano i dati creando un formato proprietario di file. In questo caso l’unico modo per verificare quello che avete memorizzato è, appunto, fare un ripristino.
  4. Il backup è fatto per essere conservato.
    Dopo aver effettuato il backup dei propri dati su un altro supporto è una buona regola salvaguardarlo dall’uso quotidiano. Qualunque sia il supporto nel quale effettuiamo il backup, dobbiamo ricordarci che è anch’esso un dispositivo soggetto a guasti, quindi meno si utilizza e meglio è. Andrebbe riposto in un luogo sicuro, non va tenuto collegato per lungo tempo al computer e conservato preferibilmente in un altro luogo lontano dalla sua copia. Spesso si parla di guasto del supporto e mai del suo possibile furto.
  5. Non posticipate mai il backup.
    Ci sono due motivi per imporsi una programmazione temporale dei backup. Il primo è per avere una cronologia delle modifiche effettuate a file e cartelle. Effettuando ad esempio un backup ogni 10 giorni, avrete sempre a disposizione le varie versioni delle modifiche effettuate. Il secondo motivo è per organizzarsi mentalmente e imporsi a non sottovalutare l’importanza del backup. Indipendentemente dalla quantità di file creati o modificati è sempre bene rispettare i giorni previsti. Quindi alla scadenza dei giorni stabiliti rifare o aggiungere un nuovo backup.
  6. Non sopravvalutate gli Smartphone.
    Il 60% degli utenti che usano gli smartphone non hanno un backup. Solo negli ultimi anni i sistemi automatichi di Google Drive per gli Android e iCloud della Apple, sono stati introdotti con funzionalità quasi automatiche. Queste soluzioni salvaguardano i dati in caso di danneggiamento o furto dello smartphone. Ma sempre meglio, anche in questo caso, la copia manuale. Basta un Computer, il cavetto usb e il semplice software di sincronizzazione della casa madre.
    La maggiornanza degli utenti ritiene siano operazioni complesse e noiose, ma in realtà sono semplici e sicuramente valgono il tempo e lo sforzo per farli.

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2018-05-12T02:28:20+00:00 - RecuperaDati